Le Ville del Lago di Como

Villa Balbianello

Sul dosso di Lavedo, in posizione panoramica, il cardinale Angelo Maria Durini si fece costruire una villa tardobarocca, ristrutturando parte di un convento francescano. Oltre alle forti sensazioni che offre il meraviglioso scenario e alla tranquillità che trasmette il parco, la Villa vanta una collezione di porcellane e terracotte cinesi di notevole prestigio, nonché oggetti appartenenti a grandi civiltà precolombiane, lasciate dall'ultimo proprietario Guido Monzino. Notevoli anche gli arredi, con mobili d'epoca Luigi XV e Luigi XVI, e i tappeti indiani Agra, persiani e russi Samarcanda.

È attualmente proprietà del Fondo Ambiente Italiano.
Grazie a un servizio di catering, è possibile organizzare eventi privati.

*È possibile visitare il museo della villa previa prenotazione e con guida privata.
Dalle ore 10:00 alle ore 17:00. Lunedì e mercoledì chiuso.

Villa Melzi

Si tratta di un altro edificio incantevole, realizzato nel 1808-10 dall’architetto-scultore Giocondo Albertolli per Francesco Melzi d’Eril in un'austera ma elegantissima veste neoclassica. A fianco della villa padronale, imponente volume a forma di parallelepipedo, è situato il padiglione adibito a museo, con collezioni archeologiche, dipinti e memorie di famiglia. Bellissimo anche il parco, ricco di essenze esotiche e di elementi di arredo. Verso la frazione di San Giovanni si trova la cappella, splendido esempio di neoclassicismo lombardo.

Fondazione Rockefeller

Si estende sull'intero promontorio a est del borgo di Bellagio e sorge sul luogo in cui un tempo si trovava un castello, risalente al 1375. Nel 1533 l'edificio venne rilevato da Vittorio Sfrondati che trasformò la villa in un vero e proprio palazzo dall’impianto maestoso. Nel 1788 la villa andò in eredità ai Serbelloni e fu nuovamente restaurata con l'aggiunta del sontuoso parco terrazzato e popolato di cipressi. Nel 1870 la villa divenne un albergo per poi tornare di nuovo a essere una casa privata: oggi questo bellissimo complesso appartiene alla fondazione Rockefeller di New York che ne ha fatto un centro di studi, sede anche di importanti convegni. Al momento sono visitabili solo i giardini del parco, a cui si accede da via Garibaldi, fatti di sentieri, radure, piante esotiche e ricchi roseti.

Villa Erba

Situata all'interno di un vasto parco, la residenza è una delle più sontuose realizzazioni di fine Ottocento: in stile neomanierista, fu costruita nel 1894-98 su progetto degli architetti milanesi Gian Battista Borsani e Angelo Savoldi. È attualmente di proprietà pubblica e sede di importanti eventi:

Il parco è visitabile nei seguenti orari:

da ottobre a marzo dalle 10:00 alle 16:00.

da aprile a settembre dalle 10:00 alle 18:00.

Villa Pizzo

Si narra che Giovanni Mugiasca nel 1435 acquistò il promontorio del Pizzo che comprendeva qualche casa agricola e vi fece costruire un'abitazione destinata alla villeggiatura. Le più importanti modifiche furono apportate durante la seconda metà del Seicento e all'inizio del Settecento. Gli interventi successivi, gli ampliamenti e le aggiunte hanno arricchito questa villa di Cernobbio con un giardino all'italiana dotato di terrazze, con scalinate a fontana e statue del Seicento. In quello stesso periodo fu aggiunta una darsena più grande e una portineria. Il parco si sviluppa tuttora lungo la costa attraverso un'estesa rete di viali che la percorrono a vari livelli con una lussureggiante vegetazione; degno di nota il viale dei cipressi. La zona antistante le palazzine è sobriamente decorata con festoni di rose ad alberello.
La villa è visitabile solo su prenotazione.

Villa Gallia

È la più antica tra le ville del Borgo Vico, costruita sul luogo della cinquecentesca villa "Il Museo" di Paolo Giovio. Edificata all'inizio del Seicento per l'abate Marco Gallio, è costruita su una semplice planimetria, con un grande salone centrale a doppia altezza e due logge a piano terra, una verso il lago e l'altra verso il monte. Se ne ignora il progettista, così come ancora anonimi sono gli artisti autori degli affreschi del salone (probabilmente i fratelli Recchi e Isidoro Bianchi). È attualmente sede della Provincia di Como e, in quanto tale, non visitabile.

Villa Olmo

Edificata per la famiglia Odescalchi, venne iniziata su progetto di Innocenzo Regazzoni, cui subentrò il più famoso Simone Cantoni. Grandioso esempio del neoclassico lombardo, presenta un corpo allungato (dal quale alla fine dell'Ottocento vennero eliminate le due ali protese verso il lago).

L'interno presenta raffinate decorazioni con stucchi e affreschi: di particolare pregio sono il grande salone a doppia altezza e l'imponente atrio a tre piani (di fine Ottocento). Il grande giardino presenta una zona all'italiana, verso la riva, e una all'inglese, sul retro della villa.

Il Parco è aperto al pubblico mentre l'interno della villa non è visitabile.

Villa Saporiti o “La Rotonda”

Fu edificata alla fine del Settecento per la marchesa Villani di Milano su progetto di Leopoldo Pollack. Deve il suo nome all'originale salone ellittico che sporge verso il lago. All'interno, oltre al salone decorato con stucchi, è particolarmente interessante lo scalone opera di Luigi Cagnola. È attualmente sede della Provincia di Como e, in quanto tale, non visitabile.

Villa Carlotta

Eretta nella prima metà del Settecento dai marchesi Clerici, venne poi modificata nel corso dell'Ottocento, in concorrenza con la fronteggiante Villa Melzi, diventando una delle ville più sfarzose del Lario. Ospita una collezione di opere d'arte ottocentesche di primaria importanza, che comprende lavori di Thorvaldsen, Canova, Hayez, Marchesi. Intorno si snoda il vasto giardino, notissimo per la fioritura primaverile delle azalee. Sulla via Regina si affaccia la cappella, progettata da Giacomo Moraglia e ricca di opere di scultura.

Villa Monastero – Villa Cipressi

L'antico monastero femminile di S. Maria divenne residenza di villeggiatura tra fine Cinquecento e inizio Seicento, ma l'aspetto attuale della villa è in gran parte dovuto ai proprietari otto-novecenteschi che la trasformarono in una sontuosa villa di ampio respiro. Di gran pregio è il parco, scenograficamente disposto lungo la riva, ricco di rare specie arboree e di arredi decorativi, tra cui il gruppo della Clemenza di Tito opera di G.B. Comolli del 1830.Si consiglia anche la visita alla Villa Cipressi, costruita principalmente dal 1400 al 1800, che si trova proprio al fianco della Villa Monastero.